
lunedì 18 giugno 2007
La voce della seduzione

venerdì 15 giugno 2007
Spiegato il déjà-vu

giovedì 14 giugno 2007
Un software per abbattere il muro del silenzio.

Il programma mira a rendere effettiva la comunicazione tra bambini con patologie come l'autismo e la sindrome di Down e il mondo che li circonda.
SC@UT viene scaricato dal sito web ad esso dedicato e successivamente si installa sul pc; esso funge da interfaccia comunicativa in maniera semplice e intuitiva, supportando i ragazzi con disabilità mentali in quella che per loro è una vera e propria impresa: la condivisione della loro intenzione comunicativa con gli altri.
Questo strumento facilita l'espressione di esigenze, emozioni e stati d'animo fondamentali, come la fame, la gioia, la tristezza o la noia. È presente inoltre un sintetizzatore vocale per trasformare simili sensazioni in commenti verbali facilmente udibili da chi si trova nelle vicinanze.
Si suppone che il primo vantaggio percepito a livello psicologico da chi potrà beneficiare dell’utilizzo di questo tool, sarà la drastica diminuzione di condotte aggressive e antisociali, le quali spesso vengono erroneamente considerate come delle caratteristiche tipiche delle malattie sopracitate.
Molti soggetti affetti da autismo o da altre patologie che rendono complessa l’interazione con gli altri, si procurano delle ferite e si mostrano violenti semplicemente per la frustrazione di non riuscire a comunicare chiaramente quello che vorrebbero; in questo senso SC@UT potrebbe tamponare il loro disagio e costituire una via alternativa di comunicazione.
Il secondo beneficio è di tipo economico, in quanto il software si scarica e si installa senza alcun tipo di costo aggiuntivo: tenendo conto che di solito più gli strumenti sono sofisticati e all’avanguardia più il prezzo da pagare è salato, anche la parte finanziaria è un aspetto di primaria importanza.
Attualmente il programma viene utilizzato in via sperimentale in 16 diverse scuole della Spagna meridionale, ma il governo dell'Andalusia prevede di estenderne l'impiego all'intera regione.
mercoledì 13 giugno 2007
Si chiama Broadcast il Surface all'italiana

Diversamente dal tool pensato da Bill Gates, Broadcast è un sistema d’intrattenimento appositamente studiato per la gestione di un locale pubblico.
Come il suo parente americano, all’apparenza non sembra niente di più che un tavolino, ma offre numerose risorse all’avventore, che una volta accomodatosi nella propria postazione, può compiere centinaia di azioni: chattare, navigare nel Web, ordinare pietanze e bibite e anche di giocare con altri utenti.
Pioniere di questa iniziativa è un locale della provincia di Milano, che ne possiede 20 postazioni, ma è già in via di allestimento in alcuni pub di Verbania e della provincia di Reggio Calabria.
Questo progetto rappresenta un’allettante novità per gli utenti, in quanto integra l’offerta di una ludoteca virtuale con la possibilità di gestire e condividere contenuti personali (foto, file ecc), nonché di dedicarsi allo svago personale ed effettuare ordinazioni nei tempi prestabiliti dal singolo.
Solo il futuro potrà dirci se l’impiego di Broadcast diverrà pervasivo oppure se se il suo utilizzo rimarrà una sperimentazione relegata ad ambiti ristretti, tuttavia appare già chiaro che l'introduzione di questo dispositivo rivoluzionerà la concezione tradizionale che i clienti hanno dei locali pubblici.
martedì 12 giugno 2007
Gli antidepressivi sono un'arma a doppio taglio

lunedì 11 giugno 2007
La vostra e-mail si autodistruggerà entro 30 secondi

venerdì 8 giugno 2007
Google diventa il nuovo Freud

Questa è in breve la tesi sotenuta da Google, secondo cui la barriera reale-virtuale è molto più sottile di quanto non si creda e di conseguenza tracciando un quadro di personalità del giocatore online durante una delle sessioni tipo, si possono carpire succulente informazioni per gli inserzionisti pubblicitari interessati all'area dell'e-advertising.
Immaginate di giocare tranquillamente ad un videogioco installato sul pc o di percorrere allegramente le strade di Second Life, quando ad un certo punto sentite un languorino... "Più che fame è voglia di qualcosa di buono" recitava un celeberrimo spot televisivo e questo qualcosa può facilmente diventare un pacchetto di patatine o un gelato reclamizzati da un cartellone lungo un'autostrada virtuale o da uno striscione in uno stadio digitale.
Ulteriore elemento di congruenza che può spingere l'utente all'acquisto, è la possibilità di non doversi muovere dalla propria postazione: sarà sufficiente inviare una mail per vedersi recapitare a casa una pizza del ristorante promozionato, così da non spezzare l'attività dell'individuo.
L'iniziativa di Google in questa direzione non è casuale; infatti la recente acquisizione di DoubleClick e della compagnia di pubblicità Adscape, induce a pensare che il brevetto sarà utilizzato in tempi brevi.
giovedì 7 giugno 2007
Psiche e tecnologia

mercoledì 6 giugno 2007
Gli psichiatri puntano il dito contro gli spinelli

La Sip ha fissato anche un limite: oltre i 50 spinelli l'anno, più o meno l’equivalente di uno a settimana, aumentano esponenzialmente i rischi di malattia mentale, in modo particolare di schizofrenia, definita "hashish dementia", quando come in questo caso la causa scatenante è una sostanza psicoattiva.
Dalle stime emerge che il problema non è poi così limitato come potrebbe sembrare; riguarderebbe infatti almeno 700.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni ed è per questo che la questione va affrontata con serietà e repentinamente.
I danni alla psiche sono di varia natura: dalle semplici difficoltà a mantenere l’attenzione sostenuta, a veri e propri attacchi di panico, fino ad approdare alle manie di persecuzione e ai deliri.
Secondo la Sip, la cannabis provoca disturbi al sistema neurotrasmettitore, ossia quello deputato alla trasmissione degli impulsi nervosi, e sono proprio gli adolescenti ad essere esposti ai rischi maggiori, perché le loro strutture cerebrali sono ancora in fase di sviluppo, cosa che invece è già avvenuta negli adulti.
Il luogo comune che la droga leggera “non faccia poi così male” viene decisamente smentito da una serie di studi ed in particoalre risulta emblematica la ricerca condotta dal Dipartimento di Psichiatria dell'Università della California: essa ha appurato che esiste una correlazione significativa tra il consumo di cannabis e psicosi, individuando come nel campione preso in esame, il 31% di chi fa uso di marijuana abbia problemi psicotici contro il 3% dei non consumatori.
martedì 5 giugno 2007
Con E-care non esistono più ostacoli all'apprendimento

Il vantaggio per i bambini è palese: il collegamento continuativo con la classe garantisce ai piccoli degenti di non rinunciare alla dimensione sociale, in quanto possono rimanere in stretto contatto con gli amici, e allo stesso tempo di stare al passo col programma didattico grazie all'accesso costante all'aula online.
Foto by t³ - try to touch
lunedì 4 giugno 2007
Welcome Surface

Voluto fortemente da Bill Gates, questo dispositivo è il frutto di 6 anni di ricerche e dovrebbe essere immesso sul mercato alla fine dell’anno.
Surface per forma e dimensioni ricorda un tavolino e in effetti la sua funzione è piuttosto simile, poiché è pensato per appoggiarci sopra degli oggetti, ma le affordances che offre vanno molto oltre il mero supporto fisico.
In realtà surface è un vero e proprio pc, con tanto di altoparlanti e uno schermo da 30 pollici inglobato nella superficie sensibile al tocco.
Non necessita di cavi/driver, non dà problemi di compatibilità di formato e permette quindi di completare nel giro di pochissimo tempo l’operazione di scambio di dati tra utenti; infatti può essere usato contemporaneamente da più persone e permette di lavorare su file diversi nello stesso momento.
Sarà sufficiente appoggiare la macchina fotografica digitale sulla superficie di questo nuovo apparecchio per scaricare immediatamente le fotografie che potranno essere sfogliate, modificate, rimpicciolite o ingrandite usando semplicemente le dita.
Si suppone che questa tecnologia frutterà miliardi, perché la sua applicazione è universale: dai banconi dei negozi (riconosce bancomat e codici a barre), agli hotel, ai ristoranti (consente di ordinare un piatto conoscendone gli ingredienti principali e di memorizzare i piatti preferiti del cliente), ai casinò, agli uffici, fino all’impiego casalingo e il suo utilizzo diventerà pervasivo, consentendo un maggior avvicinamento uomo-macchina.
Come la psicologia dei media insegna, l’utente è più portato a relazionarsi in maniera efficace e piacevole col mezzo più percepisce che il livello di presenza garantito dal suo utilizzo è alto: surface rappresenta l’emblema dell’intuitività e dell’impiego del corpo nell’interazione con l’interfaccia.
Se già utilizzare il mouse per trascinare gli oggetti sul desktop sembra semplice in confronto allo scrivere un comando testuale per far sì che il computer esegua l’operazione voluta, il progetto surface garantisce un livello di vividità e di partecipazione ancora maggiore, inducendo inevitabilmente alla “naturalizzazione” del mezzo.
In questo modo il pc smette di essere uno strumento opaco e diviene trasparente, ossia interagire con esso diventa talmente facile e immediato da permettere all’utente di concentrarsi solo sui contenuti, eliminando l’aspetto problematico connesso alla relazione col medium.
Qui potete trovare un video che illustra molto chiaramente le potenzialità di surface.
venerdì 1 giugno 2007
Bastano 4 mesi di vita per distinuguere fra lingue diverse

La situazione di controllo prevedeva che agli stessi bambini venissero mostrati dei video con persone che pronunciavano frasi solo nella loro lingua madre.
Era già stato dimostrato che i bambini a quest’età sono capaci di distinguere i diversi idiomi se li sentono, ma per la prima volta è stato appurato che bastano gli stimoli visivi per identificare la lingua di appartenenza.
Lo stesso esperimento è stato ripetuto a 6 e 8 mesi e sorprendentemente il risultato cambia: l'abilità viene conservata nel primo caso, ma non nel secondo.
Al contrario dei bimbi che hanno una sola lingua madre, i bilingui a 8 mesi non perdono la capacità di distinugere tra gli idiomi.
giovedì 31 maggio 2007
Ci si prepara a dire addio alla tv tradizionale?

Tra le rassicurazioni di chi dice che è un momento di crisi passeggero e che la sorte del potente network continuerà ad essere rosea come è sempre stata e chi si appiglia a motivazioni molto discutibili per giustificare questo brusco calo, ad esempio l'avvento anticipato dell'ora legale, la vera preoccupazione riguarda il mondo pubblicitario: un business da 54 miliardi di dollari destinato ad essere messo in discussione se gli spettatori cominciano a cercare vie alternative a quella televisiva.
Le reali cause di questo crollo verticale molto probabilmente sono di altra natura, tendenzialmente imputabili al boom di internet: il mondo televisivo classico soccombe all'offensiva del web, perchè non offre all'utente tutte le opportunità che i nuovi servizi mettono a disposizione.
Proponendo una vasta gamma di video, spettacoli e telegiornali, la rete permette di avere ampie possibilità di scelta nella fruizione e di diventare anche protagonista, condividendo con gli altri internauti i propri contenuti (YouTube è l'emblema di tale fenomeno).
Altro elemento cruciale che esorta a virare verso una meta virtuale, è la rapida diffusione dei Dvr (Digital video recording), che cambiano il modo di fruire il mezzo televisivo; infatti tali dispositivi consentono di registrare digitalmente tutti i programmi tv, anche se trasmessi contemporaneamente da due reti diverse.
Il risultato è che ognuno personalizza il proprio palinsesto, non dovendo più subire contenuti che alimentano gli sbadigli e invogliano a leggere un buon libro piuttosto che a guardare i programmi trasmessi, perchè è il soggetto che diventa l'artefice della propria fruizione televisiva.
Per i network tradizionali tutto questo si traduce in un duplice svantaggio. Per prima cosa la maggior parte degli spettatori smette di guardare i programmi in tempo reale e, non esistendo un sistema di rilevamento per gli ascolti differiti nel tempo, si perde la cognizione di ciò che il pubblico segue veramente e di cosa preferisce evitare. Inoltre la registrazione offre anche la possibilità di saltare gli spot pubblicitari, vanificando miliardi spesi per attirare l'attenzione dello spettatore durante gli intervalli del suo telefilm preferito.
Il futuro dell'Italia non sarà molto diverso: è risaputo come rispetto agli Stati Uniti le dinamiche mediatiche da noi siano più arretrate, ma è solo questione di tempo e anche nella nostra penisola si dovranno mettere in discussione le modalità comunicative classiche per dedicarsi a quelle più innovative.
mercoledì 30 maggio 2007
Cosa ci spinge a comprare

I fattori che ci spingono all’acquisto sono connessi ad una unità motivante specifica: la tensione.
Si possono individuare 3 fasi mentali che rendono l’acquisto effettivo :
· In primis percepiamo uno squilibrio tra ciò che abbiamo e ciò che potremmo ottenere e che riteniamo ci gioverebbe.
· In secondo luogo creiamo un collegamento tra l’usufruire di un prodotto/servizio e la possibilità di ristabilire l’equilibrio perduto.
· Infine concretizziamo il nostro nuovo status (dalla percezione di squilibrio a quella di equilibrio)mediante l’acquisto, che è solo il risultato finale delle precedenti operazioni cognitive.
Proprio in virtù di questo meccanismo, possedere un bene diventa un’esigenza sentita per il consumatore quando si lega alla sua personalità: posso fare a meno di un maglione bello, ma non di uno di una marca che rappresenta eleganza, stile e classe, perché sento di possedere tutte e 3 queste caratteristiche.
Queste riflessioni ci permettono di vedere l’acquisto come atto di riduzione della tensione in relazione a delle variabili psicologiche; infatti talvolta basta un capo firmato anche non mostrato, ad esempio la biancheria intima, per farci sentire diversi, più grintosi e sicuri di noi stessi.
In una società come quella odierna, in cui gli articoli immessi sul mercato spesso si equivalgono (tutti gli shampoo lavano e tutti i pennarelli colorano), l’elemento cruciale che determina l’orientamento all’acquisto, non è più la bontà del prodotto in sé, bensì i valori cui esso viene associato e la condivisione o meno da parte dell’utente delle caratteristiche che il brand incarna.
martedì 29 maggio 2007
La politica colonizza YouTube

Sia su YouTube che sul sito ufficiale dell’ex first lady statunitense l’appello rivolto agli internauti è il medesimo: dare un contributo per individuare il motivo musicale che farà da sottofondo alla sua campagna politica.
Il senatore di New York con questa iniziativa coniuga due importanti elementi: la possibilità di bypassare le classiche melodie musicali di partito coinvolgendo attivamente gli utenti e soprattutto l’opportunità di trovare una via alternativa per avvicinare alla politica una grande fetta della popolazione degli U.S.A., che è tendenzialmente più interessata alle canzoni che non al programma politico: i giovani.
Tutto ciò si può dedurre dal repertorio proposto tra cui scegliere: nulla di datato e tradizionale, bensì il focus è orientato su pezzi recenti, come Beautiful Day degli U2, o evergreen noti anche alla fascia più giovane, come Every little thing she does is magic dei Police.
La corsa alla conquista del target con l’età più bassa è ormai partita. Sicuramente la modalità adottata ha Hillary Clinton non è convenzionale e punta su elementi marginali, in quanto è più significativo avvicinarsi al mondo della politica per reale interesse verso le migliorie proposte da un candidato piuttosto che per uno stacchetto sonoro, tuttavia questo metodo sembra funzionare, poichè dal lancio dell'iniziativa le letture dei video ufficiali hanno superato quota 500.000.
Per farsi conoscere e votare si deve essere disposti a qualche sacrificio e se l’ormai datato detto “non importa come, basta che se ne parli” è ancora valido, la trovata di Hillary Clinton avrà comunque dei riscontri.
lunedì 28 maggio 2007
Lavagne interattive tra teoria e pratica

Il valore delle lavagne interattive (vedi post in merito) è induscitibile, ma il problema rimane sempre la formazione dei docenti, in quanto, come spesso accade anche con altre tecnologie, manca l'effettiva connessione tra l'utilizzo dello strumento e la modalità di fare lezione.
venerdì 25 maggio 2007
Nasce la Psiconcologia

Questo concetto rappresenta un vero e proprio cardine nel campo doncologico, tanto che negli ultimi anni si è andata a delineare una nuova disciplina che mira a curare i disturbi psicologici dei malati di tumore: la Psiconcologia.
Essendo quello della diagnosi un momento delicato nonchè cruciale, il paziente passa solitamente attraverso tre stadi:
-l'incontro con il problema, in cui avviene la presa di coscienza della propria patologia. Proprio in questa prima fase cambia il rapporto con se stessi e con gli altri, poiché muta la visione della vita e degli obiettivi che fino a poco tempo prima sembravano il cardine attorno a cui tutta l’esistenza girava.
-la consapevolezza del cambiamento dell'atteggiamento di familiari e amici, che si mobilitano per assicurare al malato sostegno morale e talvolta anche supporto materiale, sovvertendo la normale routine cui il soggetto era abituato.
-l'individuazione di soluzioni adattive, conseguenti all'accettazione o meno della malattia.
In questo complesso alternarsi di pensieri, atteggiamenti e volontà del paziente, il ruolo della psiconcologia è proprio quello di “guidare” il malato e i familiari non soltanto all'accettazione e alla convivenza con la malattia, ma soprattutto di aiutare la persona ad aumentare la stima di sé, incrementando le difese immunitarie e di conseguenza le possibilità di successo della terapia.
Per esempio, è stato ampiamente dimostrato che nella popolazione con patologie mentali come ansia, depressione, schizofrenia e disturbi del comportamento alimentare, vi è un aumento della mortalità pari a 3,5 volte in più rispetto alla popolazione generale non depressa con la stessa patologia organica; tale dato si riscontra particolarmente in caso di malattia cardiocerebrovascolare, oncologica e dismetabolica.
Il compito dello psiconcologo, quindi, è approfondire l'impatto psicologico e sociale che la malattia ha sulla vita del paziente e della sua famiglia.
Un’equipe di professionisti che offre sussidio senza sostituirsi al singolo, bensì sostenendolo ed esortandolo ad un ripensamento e ad una ridefinizione delle proprie logiche esistenziali, è imprescindibile per un trattamento completo di tale stato fisico.
giovedì 24 maggio 2007
il cervello è la vera sede della parità dei sessi

Foto by Tiffany K. de S.
mercoledì 23 maggio 2007
Un bel regalo per il compleanno di eMule

La difficoltà più evidente era connessa alle funzioni di sicurezza integrate nel nuovo sistema operativo di Microsoft che impedivano al programma di accedere alle cartelle temp (dove sono contenuti i file parziali che si stanno scaricando) e incoming (dove si trovano i file completati) che sono il “deposito” naturale dei materiali scaricati da eMule.
Tutto ciò lasciava spaesato l’internauta, perché le cartelle non venivano create automaticamente e non potevano essere nemmeno create manualmente, apportando un notevole decremento del livello di usabilità del servizio.
La nuova versione 0.48a, include anche altre novità come un filtro anti spam applicato ai risultati delle ricerche, che funziona ricordando i file segnati come spazzatura e riconoscendo file che assomigliano ad essi nel nome. I risultati considerati spam sono segnalati in grigio e collocati a fine lista.
Non è stato trascurato nemmeno l’aspetto relazionale, in quanto sono stati effettuati dei miglioramenti dell'interfaccia grafica, come ad esempio le emoticon nelle chat e nei messaggi, atti ad aumentare la presenza online dell’utente.
Altro cambiamento che aumenta il livello di giustizia percepita è il calcolo dei crediti da riconoscere agli utenti per i primi 9MB di materiale ricevuti, in modo da ridurre la ricompensa per tutti coloro che danno la possibilità di scaricare meno di 9MB e poi staccano la connessione (alcune versioni pirata di eMule facevano downloadare pochi KB e poi disconnettevano, ricevendo crediti anche per i dati non inviati).
martedì 22 maggio 2007
Internet e "colpi di genio": una fusione perfetta

Ciò che fa grande un uomo è un'idea: quando la mente partorisce un prodotto innovativo o un servizio originale, metà del successo è già assicurata e, prima dell'avvento dell'era digitale, la possibilità che il proprio progetto desse buoni frutti era legata alla modalità di realizzazione concreta.